Zampani

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    Nel XIII secolo il borgo di Zampani ed i suoi abitanti erano compresi nel territorio del castello di Gagliole che si ergeva sulla sommità del colle oggi chiamato Torracio. Distrutto il castello nel 1307, Zampani diventa il centro più importante del territorio circostante e ne assume anche la titolarità nei documenti ufficiali. Nel catasto del 1322, infatti, sotto la denominazione di Villa dei Zampanis figurano allibrate 26 persone molte delle quali sono le stesse o gli eredi di quelle registrate nel 1290 sotto il castello di Gagliole. Gli abitanti di Zampani erano anche costituiti in Communitas o Universitas di carattere agrario e godevano in comune delle risorse di un vasto tenimento di terre nelle montagne retrostanti in vocabolo de Calvellis Fagieti e di Montosoli. Dal secolo XV Zampani entra a far parte del Comune di Massa ed i suoi abitanti ricadono nella giurisdizione religiosa della parrocchia di San Felice di Massa. Nello stato delle anime compilato nel 1639 dall’arciprete don Andrea Boncompagni, vengono registrate nel borgo di Zampani 13 famiglie con 66 abitanti.
    Nel territorio di Zampani è compreso il brullo e sassoso colle chiamato Rottomario perché, secondo una ben radicata tradizione, in epoca romana vi sarebbe avvenuto uno scontro armato nel corso del quale i seguaci di Mario furono sbaragliati da quelli di Silla. In realtà il toponimo originario era Griptonario, cioè luogo pieno di grotte. Una di queste grotticelle è detta ancora oggi Grotta di San Felice perché la tradizione vuole che in essa si ritirasse in preghiera il santo vescovo della Città Martana, martirizzato nel 303 d.C.
    Anticamente, almeno fino alla fine del 1500, questo evento veniva celebrato con una solenne processione che dalla chiesa parrocchiale di San Felice si recava fino alla grotta.